La repubblica delle fanfaluche

“Mi contraddico? Benissimo, allora mi contraddico, (sono immenso, contengo moltitudini).” – W. Whitman

Mi riabilito all’armonia soprattutto nei giorni di attesa. Quando si è seminato già da tempo ma non appare del germoglio neanche l’ombra. E ti giri più volte verso la stessa direzione per vedere se qualcosa è cambiato, se il bus ha svoltato da dietro la via, se i fiori sono stati restituiti dalla risacca porosa del tempo. Non c’è risposta alcuna. E anche il corpo ti chiede l’immobilita, nonostante la danza sia il tuo mestiere. Ho sorriso per i movimenti dell’avambraccio, per l’ombra che trascino, per lo scrocchiare delle ossa in un concerto di percussioni. Sfugge il sorriso come un colpo di tosse su un cumulo di piume bianche. Si disperde in mille punti di domanda, bianchi, leggerissimi. Vorrei sentirmi più vicino all’idea che mi ero fatto di me. Invece sorrido del fatto di allontanarmi diligentemente dal mio progetto. Scegliendo di fottermene totalmente. Scegliendo la mia unità di misura nella lista delle priorità:

⁃ umanità;

⁃ vita;

⁃ la ragione sugli altri.

Sono mesi che lascio parlare il mio sorriso, anche quando vorrei scegliere a caso tra la folla qualcuno a cui dare la colpa di tutti i mali del mondo. Armato di fossette. A fare spalluccia se qualcuno si è scordato di dirmi ciao. Sbattendomene il cazzo. Leggendo poesie di Walt Whitman. Sillabando la parola amore. Che tutto spiega, tutto permea, risolve e riabilita appunto. Mi prendo tutto il tempo di cui ho bisogno per creare una nuova costituzione: la repubblica dei ripensamenti, gli stati generali delle fanfaluche, la contea dei disordinati. Digitando la località “ a ramengo” sul navigatore. L’armonia è una sorta di reflusso gastrico. Ti sale da dentro quando vuole lei è ti cambia la giornata. E mentre pensi di averla spiegata come fosse un’espressione matematica, lei ha già trovato una prova reale per smentirti. E dimostrarti il contrario.

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appunti su cui tornare

i miei piedi \ ph. io
i miei piedi \ ph. io

Sul mio blocco appunti I-phone-4 vecchio che più vecchio non si può ho appuntato tre cose fondamentali che ho capito di me in questo lungo 2015.

  • Che non vivo a risparmio.
  • Che farò grandi cose.
  • Che ho bisogno di andare a teatro da solo.

Ci tornerò con calma!

se mi viene bene la crostata sono sopravvissuto a questo mondo di merda

taci taci taci
taci taci taci

Calpesto geometrie di foglie stickers quando i temporali rendono glitterati i viali di Milano con un croissant ai frutti di bosco infilato in bocca – “me lo metta in cortoccio! è da portar via!” – vai a capire perchè, perchè farlo incartare se poi appena esco dal bar lo divoro. Tappare i buchi perchè è sempre meglio che mordersi la lingua. -” ti trovo bene!” – hanno il coraggio di dirmi ed io:- “Sti gran cazzi!”- penso, mentre mi si crepa il sottile strato di IALURON-PLUS che ho spalmato sul viso la mattina davanti allo specchio mentre facevo il playback di Reach Out I ‘ll be There di Gloria Gaynor.

…Now if you feel that you can’t go on
Because all of your hope is gone
And your life is filled with much confusion (much confusion)
Until happiness is just an illusion
And your world around is crumbling down, darlin
reach out come on …

Che poi è la sigla di quando mi sento un pelino “F.C.” cioè FUORIFOCUS. Beh in ogni caso, una volta avrei cominciato a scatenare l’inferno contro le ingiustizie del mondo…oggi no! Sono un fuori focus stremato e neanche i saldi di Zara mi potrebbero guarire. Perchè quando sono FC molte cose mi si epifanizzano improvvisamente in tutta la loro volgarità e siccome io, da vero principesso sul pisello, mi sento ineludibilmente superiore al resto del mondo (non so in quale foglietto illustrativo l’ho letto) mi sale una voglia irrefrenabile di incendiare la gente o scrivere su tutti i blog della rete :”MANUELA ARCURI SEI UNA CAGNA!” oppure “RADICAL CHIC DOVETE MORIE!” oppure ” VI ODIO TUTTI!”

…così a cazzo… ma oggi no, oggi io, col potere conferitomi da me stesso ho deciso che userò il mio stato di vero FC per imparare a fare una crostata aprendo a caso il libro di Benedetta Parodi. Se mi viene bene tengo duro e provo ad aspettare che qualcosa si muova anche per me. Se mi viene male mando il mio CV da LUSH e vado a vendere saponette con dignità! 

2 ore dopo: non avevo le uova per la pasta frolla.