Luca

Conosco un ragazzo dagli occhi grandi. Una di quelle persone che, solo ad entrare in una stanza, hanno il potere di far cambiare l’umore, di mutare i bronci in sorrisi, di creare le storie dai finali col botto. Conosco un ragazzo, che prende e va, fottendosene delle conseguenze, e va davvero. Va lontano. Conosco un ragazzo che non ha mai avuto paura di mettersi in discussione, di sporcarsi le mani, con l’arte, con la danza, con i fiori.

Conosco un talento silenzioso, un buffone mite, un inguaribile romantico. Conosco un allievo preciso, meticoloso e onesto. Non ho mai fatto mistero della verità: è stato uno dei miei preferiti dal primo giorno di scuola.
Conosco un ragazzo che per descriverlo bisogna trovare le parole giuste, inventare un lessico nuovo, perché le parole usate fino ad oggi non so se bastano, rischierei di farlo diventare uno dei tanti. Conosco un ragazzo che non sarà mai uno dei tanti, perché ha in sé tutto quello che basta per fare POESIA.
Conosco un ragazzo che quando nel cielo non ci sono stelle, le disegna sul pavimento.
Conosco un ragazzo che si chiama Luca e quando penso al Piccolo Principe, io penso a lui.
La sua PAGINA FB: https://www.facebook.com/7Eotto/?fref=ts
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il mio compleanno

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Qualcuno ha detto che soffrire è il modo più veloce per crescere.
Lo pensavo anch’io. Poi visto che non mi pare di essere diventato un genio soffrendo ho provato a fare il contrario. Non sempre ho ottenuto risultati meravigliosi, tuttavia ogni mattina mi sveglio col sorriso qualunque cosa accada, anche se è presto, anche se ho sonno. Come quando ero piccolo e mi svegliavo felice e affamato di vivere.

La leggerezza che ho conquistato rende veloci le mie giornate e a volte ho il dubbio di aver saltato un giorno. Chissà se è davvero così! Essere felice è stato il regalo più bello che potessi fare a me stesso.

E forse è stato sorridendo in un giorno veloce che mi sono accorto di essere davvero un po’ cresciuto.

la simpatia

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In parole semplici, secondo Hume la simpatia deriva dalla nostra capacità di riconoscere noi stessi negli altri. Dunque, secondo lui, sbagliamo a dire: “lui è un ragazzo simpatico!” pensando alla simpatia come un aggettivo (come goloso o freddoloso o elegante o pigro ecc), cioè una qualità dell’altro. Sbagliamo perché, secondo Hume, la simpatia che proviamo per qualcuno è un’attivazione del nostro pensiero, non un tratto distintivo degli altri.

Boh!
Io a volte ci metto tutta la buona volontà ad attivare simpateticamente il mio pensiero su alcune persone… ma sempre patetiche teste di cazzo restano!!!

il giorno in cui capì di essere un bambino con lo stile innato

ricchezza
ricchezza

C’era un tempo in cui eravamo poveri ma così poveri che il budget giornaliero di mia mamma era 1000 lire così gestiti: 500 lire per 1/2 lt di latte parzialmente scremato e il resto per un pacco di pasta. Con 1/2kg mangiavamo in tre anzi in 4, compresa Laika il cane.

Il gioco preferito di mia mamma si chiamava: “la divina provvidenza.” Ogni giorno infatti, ci diceva che qualcosa di straordinario e inaspettato ci sarebbe arrivato senza dover chiedere niente a nessuno ne’ facendo alcun debito. E, ve lo giuro, non passava giorno in cui non succedeva che qualcuno, un parente, un’amico, una vicina di casa , qualcuno non venisse a trovarci portandoci qualcosa di buono e necessario: pomodori, basilico, cipolla, pane fatto in casa, orecchiette , maccheroni, torte pasticciotto, melanzane peperoni, fichi tanti fichi…”ecco! la divina provvidenza !” Diceva la mamma- ” non moriremo mai di fame!”

Ricordo un giorno come se fosse ieri. Era fine estate, caldo torrido, da un bel po’ io e mia sorella chiedevamo nelle nostre preghiere alla “divina provvidenza ” di poter assaggiare almeno una fetta di cocomero prima che l’estate finisse… Ma niente… Era l’anno in cui (Sara’ per via della grandinata o chissà ) i cocomeri erano carissimi anche per la divina provvidenza al punto che avevamo ormai perso ogni speranza! Ma un giorno un nostro vicino di casa si presentò con metà cocomero, rosso compatto zuccheroso, stupendo! Eravamo felicissimi e decidemmo di metterlo in frigo per mangiarlo fresco a cena ( nel senso che era la cena)… Ma quella sera ci fecero visita dei nostri parenti, parenti che venivano da lontano, che non sapevano del nostro periodo “povertà ” (o almeno spero) e con i quali ci tenevamo a far bella figura… Beh ! Va da se’ che senza indugio ci privammo della nostra cena per offrire loro un fresco dessert alla frutta ( vedi teoria della relatività ). Eravamo davvero piccoli! Non avevamo ancora visto ne “Via col vento” ne’ “Piccole donne” e comunque nei film che ci facevamo nella testa eravamo sempre e comunque Star dello spettacolo o alla peggio principesse! I ruoli drammatici da neorealismo li abbiamo capiti più in là nel tempo…. per cui diciamo che queste scene da patetici miserabili non potevamo averle copiate da nessun film…eppure ricordo perfettamente la mia espressione e quella di mia sorella quella sera: folgorati entrambi da un moto di orgoglio, di dignità , di fierezza che credo di non aver mai più provato da allora.

In quel preciso istante capì che avevamo Stile.