A come Boh

Non è solo amore.

Perché se così fosse tutto il sistema creato intorno alle nostre vite sarebbe collassato sui nostri cambiamenti, i nostri naturali mutamenti di gusto, le nostre fisiologiche deviazioni sulla lista delle priorità.

Invece la sensazione è che ad unirci sia stata proprio la totale libertà di far passare il tempo e con essa la volontà di accettare il cambiamento, attraversandolo, andandogli incontro. E tutto questo senza farci vincere dalla paura del fallimento, ma al contrario, metterlo in conto sempre. Per questo non è solo questione di amare accettando ciecamente l’atrofia delle attenzioni,

l’invecchiamento del corpo, l’evoluzione del desiderio. È scegliere. È questione di instancabile volontà di costruire. Insieme. Questa forma di unione modifica il Dna.

Dicono che ci somigliamo anche fisicamente. Non è così, eppure sono in tanti a dirlo.

Quel pomeriggio di 20 anni fa in cui ti ho conosciuto c’era il sole. Scesi le scale e ci presentarono. Provai subito qualcosa di strano. Non riuscivo più a distogliere il pensiero da te. Andammo al cinema, ma continuavo ad osservarti. All’inizio pensai fosse la solita attrazione ma oggi so che non era amore. Quello che ho provato quel giorno è molto simile a quello che mi è successo con la danza, con l’arte e con il buddismo. Un senso di completezza. Un senso di ritrovamento. Come aver ritrovato le chiavi, improvvisamente, dopo una lunga ricerca. Solo al tuo arrivo è divenuto chiaro quanto fosse diversa, arida, accennata la mia esistenza. Il tuo arrivo ha determinato un prima e un dopo.

Viviamo insieme da 14 anni. Lotto ogni giorno contro la tua sindrome da accumulatore compulsivo di suppellettili Tiger. Abbiamo due guardaroba diversissimi. Due metodi inconciliabili di piegare i calzini, conservare i cibi e fare il bidet. Abbiamo imparato a viaggiare, a non competere tra di noi, a fare meno i permalosi. Abbiamo conosciuto persone bellissime e anche tante teste di cazzo, meteore, nomi scritti a matita. Non ci siamo sposati perché abbiamo due concetti opposti di cerimonia nuziale ma le nostre fedi sono parte di noi. Abbiamo fatto credere a tutti che nella coppia io sono quello forte e tu quello delicato. Abbiamo imparato a ritagliarci del tempo per stare da soli, lontani da noi. Sono passati 14 anni e ancora provo stupore quando mi lasci poetici post-it sulla tazza della colazione. Sono felice di essere cresciuto con te. Di essere cambiato con te. Di aver tratto ispirazione da te. Non è solo amore. La parola giusta non l’ho ancora trovata. Quindi Boh, non lo so.

Buon quarantesimo Bibi.

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