un ordine disordinato

autostima a settembre
autostima a settembre

Questo settembre sarà per me la prova di quanto valgo. Sono giorni in cui cerco di fare un maniacale ordine intorno all’ordine intorno all’ordine intorno a me. E nel fare ordine, una domanda tra le tante che mi faccio è: “sarò capace?”

Non mi spaventa la fatica, anzi, il lavoro mi sta in qualche modo salvando dal vuoto. La stanchezza mi serve da sedativo naturale contro gli attacchi di panico. Due sere fa, ad esempio, ero troppo stanco per completare la giornata con un bell’attacco di panico. E infatti niente panico perchè, sfinito dalla stanchezza, mi è bastato pensare ai cuccioli di Labrador per neutralizzare ogni paura. (per lo scampato panico n°47 autostima:+4 punti)

Una cosa bella dell’essere un pò squattrinati a settembre è l’eccitazione della fantasia che serve a finire le provviste in dispensa. Mi vengono dei piatti pazzeschi! Il frigorifero troppo pieno, invece, impigrisce la creatività. (+ 2 punti autostima).

Sono circondato da promemoria Apocalittici: un messaggio sbagliato, un tono di voce percepito male, una notizia preoccupante, una carriera inesplosa, un bonifico che tarda, una burocrazia sconfortante, una lentezza avvilente. (-6 punti autostima)

Ok. Eppure sono ancora vivo. Va bene così, attenderò che passi settembre.

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nero come i pensieri a settembre

nero e basta
nero e basta

Penso a me come ad un pennello: setole larghe, morbido, sano, flessibile. Un pelo di bue, piatto e folto per i grandi sfondi, per i cieli, per la cromia instabile delle nuvole, per le campiture larghe dei prati.

In questo momento della mia vita mi vedo immerso nel colore nero. E’ una tempera, si lava via con l’acqua . Nulla di permanente. Solo nero. Potrei fare un disegno nero sul fondo nero. Non ho chiaroscuri.

Dicono che a furia di interpretare il ruolo di un ragazzo felice, sereno e “pieghevole”, uno poi alla fine ci diventa anche! Vedremo.

E’ un momento e passerà. Presto mi puliró dal nero e sarò pronto a nuovi paesaggi nuove tele . Ora sono nero. Indistinguibile. Radicale. Assoluto. Sgocciolo nero sulla mia strada. Poi penserò a pulire. Non ora.

giocare a Barbie

video e articolo in questione

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da piccolo

Ovviamente da piccolo sognavo di vivere in un monolocale con Barbie (come amici, chiaro) arredato dal signor Mattel con piccolo giardino di rose nel quale pettinare il pony Criniera di Seta.

Ovviamente, nonostante la mentalità aperta della mia mamma che, senza farsi problemi mi comprò una sciattissima Barbie Malibu da 19.000 lire, ci giocavo si ma con un sentimento strano: un misto tra senso di colpa e un istintivo bisogno di rassicurare gli animi di tutti giocandoci fingendo di farlo senza piacere, quasi per noia, quasi come se Barbie fosse un oggetto come i lego, i playmobil o le macchinine. Già.
Oggi guardando il video di questo padre provo un senso di sollievo. Un senso di riscatto nei confronti di un mondo malato e violento che ci ha reso schiavi di stereotipi e pregiudizi. L’urlo liberatorio di questo bambino non è solo di felicità… Ė il grazie di migliaia di bambini di tutto il mondo! Ed è bello, anzi bellissimo!

panico n°46_scioglicalcare

smac scioglicalcare
smac scioglicalcare

E sei stanco, stanchissimo. Vuoi dormire. Il corpo te lo chiede . E non puoi fare a meno di andare a letto e spegnere la luce. Poi d’un tratto il sonno lascia il posto al panico. E non dormi perché il tuo pensiero monitora il cuore. E ti sembra di non respirare  più , di essere già morto da tempo. E non puoi far altro che alzarti più stanco di prima. Andare in cucina. Farti una camomilla . Lavare i piatti della cena. Lucidare l’acciaio con lo scioglicalcare… E aspettare che anche il panico si arrenda.