Il capodanno più bello

buoni e cattivi propositi

Sono al cinema.

L’Apollo, Milano, in galleria. Sfruttiamo questo abbonamento da 19 euro. Passerò qui il mio capodanno. Nella bolla, sott’acqua, dove mi sento protetto.

Con me Marco. E una sconosciuta venuta in bicicletta. Viene anche lei dal sud. E’ sola, e’ sola al cinema il 31 dicembre ed è la persona più dolce e solare che abbia conosciuto nell’ultimo periodo.  Si chiama Luciana. Ci ha reso felici attaccar bottone. Mangiare il panettone offerto dal cinema e brindare davanti a un bel film spagnolo! Un film sul potere della rivincita!

Tutto ciò che desidero e’ anche ciò che da me è più lontano: non avere più paura. Trasformare la mia paura in pupazzi di neve pronti diventare una pozzanghera d’acqua fresca all’arrivo del primo calore. Avere forza e distanza tali da riuscire a verbalizzarne la natura con me stesso e con gli altri e diventare così la soluzione personificata ed essere d’aiuto a chi si trova impantanato così come me me ora. Guardarmi allo specchio e riconoscermi disperato , felice, perdente, vincente, amato odiato non importa … purché non spaventato, purché non terrorizzato o impietrito o paralizzato!

Penso sia il mio capodanno più bello!

Buon 2015 ragazzo!

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Il Natale è come la pioggia

chiavi di lettura

Nell’istante in cui sei maturo al punto da emanciparti dall’equazione natale=felicità succede che qualcosa di molto simile alla felicità tuo malgrado ti pervade.
Per anni ho sperato che “Babbo Natale ” mi portasse un “Babbo e basta”! Per anni ho proiettato su questo buco Nero chiamato babbo tutti i torti che ho ricevuto o le possibilità che mi sono state negate.
Dicembre con la sua pantomima rossa e oro, la bontà programmata su google calendar con notifica ogni 2-3 ore, ha fatto da contenitore e da detonatore a questo dolce baratro chiamato FESTA.
E come spesso accade quando certi conti non tornano, a volte la cosa più giusta da fare e anche la più ovvia, la più fisiologica: è Mollare. Mollare, dichiarare sconfitta, ammettere di non poter comprendere, staccare la spina , allontanarsi dai fogli pieni di cifre e distogliere lo sguardo. Svagarsi, riposare gli occhi guardando altro. O addirittura osare la lenta meticolosa epurazione dei canditi dal panettone. Ci metti un po’, è vero, ma una volta tolti tutti miracolosamente lo puoi addentare anche se si è sfaldato. Il gusto resta anche se la fetta non è perfetta.

La magia del Natale è una cosa che ti devi conquistare con fatica e intelligenza. E una volta conquistata, non ci sono buoni propositi, non aspettarti attenzioni particolari, baci sotto foreste di vischio, intossicazioni da zenzero. Non aspettarti nulla. La felicità e’ qualcosa di molto simile alla pioggia. Arriva quando arriva e le previsioni quasi sempre non ci azzeccano.

Panico n°40

impantanato

Un momento non sento il corpo (non sento gli arti, le parti, la circolazione, non ho il controllo della mobilità) un attimo dopo sento tutto, sento troppo (il battito, ogni respiro, ogni aritmia, ogni scorrimento vitale dal cranio sino ai talloni).Sono un danzatore. La normalità è avere male ovunque. Un giorno, son certo, scambierò un infarto per una contrattura muscolare e morirò stramazzato in bagno nel gesto di spalmarmi la Voltaren gel sul cuore.

Passato anche questo.