una mattina particolare

scena del film 

forte e chiaro
forte e chiaro

Come in quel piano sequenza all’’inizio del film di Ettore Scola, d’’un tratto, dopo la colazione, la casa si svuota, qualcuno si siede, tira un respiro, prima di cominciare a lavare le stoviglie.

Nel film Sofia Loren si versava in un sola tazzina i fondi del caffe di tutte le tazzine dei suoi figli come se si potesse ingoiarli uno per uno (i figli, gli altri) prima di lasciarli andare, o più semplicemente ai tempi, si era così poveri da non potersi permettere di bere il caffè tutti.

La casa d’’un tratto si svuota, questo è. Lo sanno meglio le famiglie numerose, ma la sensazione la può provare anche chi, come me ora, ha un nucleo famigliare composto da soli 2 individui.

La radio è accesa. Ci si avvicina al lavandino e, mentre le stoviglie della colazione subiscono l’’insaponamento, ci si accorge che la radio non è ben sintonizzata, accidenti!

Si tratterebbe di sfiorare la manopolina, ma le mani schiumate scoraggiano qualsiasi buon tentativo. E nonostante si sia sicuri che il programma radiofonico in realtà non desterebbe la seppur minima quantità d’interesse,  ci si ingegna per una risoluzione. Aggrappati più al desiderio di risolvere che all’importanza di cosa risolvere.

E tra un cucchiaino di nutella da strofinare e una tazza da sciacquare ci si accorge che al variare della posizione del busto, della testa, delle braccia e persino delle gambe, qualcosa delle onde radio fa si che d’un tratto la stazione radiofonica di partenza si ri-sintonizzi o si ri-disfi.

Parte la coreografia.

Titolo: sculettare per risintonizzare la radio.

Sinossi: sintonizzare la radio mentre si lava i piatti è un fenomeno che ha alla sua origine uno studio profondo sulla misteriosa connessione tra i movi(menti) dell’’essere umano e le onde radio invisibili che permettono una piena soddisfazione del processo comunicativo così come fu esemplificato anni e anni fa dal modello base di Shannon- Weaver. Quanto il mUovere dell’uomo nello spazio e nel tempo può influenzare l’’esito del processo comunicativo distorcendo e talvolta mutando radicalmente il contenuto di un messaggio in viaggio da un mittente ad un destinatario?

fatto sta che:
Ho la gamba sinistra incastrata tra lo scolapiatti e la mensola dei mestoli, il gomito destro descrive ellissi nella direzione della lavatrice, il bacino scivola e slitta verso il forno a microonde!  Prendo radio dj!

Ora con la gamba sinistra faccio un’’arabesque sino ad appoggiare il piede sul tavolo della colazione inzuppando i polpastrelli nello zucchero di canna scappato ad un cucchiaino, la testa è appoggiata ad un frustino per sbattere le uova, la mano sinistra si agita convulsamente al di sopra del contenitore dell’’umido.

Prendo radio 24.

Comunicare, voler comunicare, essere pronti a comunicare, essere pronti a giocare sul possibile esito negativo di una comunicazione inefficiente allena il corpo e la mente in quanto elasticizza entrambi.

Asciugo le mani con lo strofinaccio e ho un brivido.

Prendo radio maria.

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